Diritto Ambientale - Diritto Civile e Amministrativo
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Diritto e Ambiente28 febbraio 2011 Letto 22098 volte

Si definisce danno da “vacanza rovinata” il pregiudizio subito dal turista che si sostanzia nel disagio e nell’afflizione causati dal mancato godimento del viaggio organizzato (vacanza) inteso come occasione di svago e/o di riposo.
In altre parole, la non conformità della vacanza rispetto a quanto previsto e programmato (possibilità di relax e di ristoro) fa sorgere il cd. danno da “vacanza rovinata”.
Gli inadempimenti che possono causare il danno in oggetto possono essere così classificati: a) mancata conformità delle prestazioni rese rispetto a quelle promesse dagli organizzatori ed illustrate nei depliants; b) violazione da parte dell’operatore turistico dei doveri di avviso e di informazione; c) verificarsi di sinistri imputabili all’operatore turistico; d) inadeguatezza e/o inagibilità delle strutture destinate ad ospitare turisti diversamente abili.
La circostanza secondo la quale il turista – insoddisfatto a causa dell’inadempimento dell’organizzatore o del venditore del viaggio – subisce un pregiudizio non prettamente patrimoniale, comporta che il danno da “vacanza rovinata” possa essere ricondotto nell’alveo del danno morale.
Con Sentenza del 12 marzo 2002, n. C-168/00, la Corte di Giustizia dell’U.E. ammette la risarcibilità di natura non patrimoniale (danno morale risarcibile) del danno da “vacanza rovinata” rilevando che «in linea di principio il consumatore – turista – ha diritto al risarcimento del danno morale derivante dall’inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in occasione di un viaggio “tutto compreso”».
La Corte di Giustizia dell’U.E., dunque, recepisce il principio secondo cui il consumatore di servizi turistici ha diritto al risarcimento anche del danno morale derivante dall’inadempimento o dalla cattiva esecuzione delle prestazioni fornite in esecuzione di un contratto turistico.
Questa sentenza rappresenta il punto di riferimento giurisprudenziale circa il riconoscimento del danno morale da “vacanza rovinata”. Da qui in poi le successive pronunce giurisprudenziali aventi ad oggetto il risarcimento del danno da “vacanza rovinata” si uniformano all’impostazione della Corte di Giustizia dell’U.E., citando la sentenza di quest’ultima o dando comunque per assodata l’ammissibilità del risarcimento del danno da “vacanza rovinata” a titolo di danno morale.   

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